La nostra è una generazione “ibrida”, siamo nati in un contesto dove il progresso tecnologico era poco incidente sulle vite di tutti, e siamo cresciuti in un contesto dove invece esso è determinante, si può quindi dire che noi siamo stati una sorta di esperimenti per testare i “nuovi farmaci”. Ovviamente è inutile dire, che padroneggiamo alla perfezione l’arte della tecnologia, e anche per questo creiamo i confronti generazionali magari con i nostri genitori, per non parlare dei nonni.Ogni tanto, però, sempre più frequentemente in realtà, si sente dire che si parla di meno, si “chatta” solamente, questo è chiaramente un errore. Quasi tutti abbiamo uno smartphone, eppure dialoghiamo tra di noi. Si può invece essere d’accordo quando si sente che si dipende troppo dagli smartphone, oppure che esiste il cyber-bullismo, e così via. Quindi dobbiamo far tesoro di tutti i problemi sorti con la nostra generazione,quella di prova, e trovare le “patch”, tanto per parlare in termini di pc, e così facendo si potrà migliorare il contesto in cui viviamo.
Formare le nuove generazioni, dunque, è un dovere, a cui noi tutti dobbiamo contribuire, affinché fenomeni degenerativi come quello già citato del cyber-bullismo, oppure il dipendere troppo dalle nuove tecnologie, oltre allo smartphone anche tablet, computer e tutto il resto appresso, non diventino simboli identificativi dei nostri figli e nipoti.

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