Alle generazioni che si susseguono si è sempre dovuto insegnare quanto via via scoperto, affinché esse potessero continuare a progredire. Quanto può essere utile questo processo di formazione? Esso è essenziale per attribuire un senso a tutto ciò che i nostri antenati si sono costruiti. Ne è autorevole testimone Fabiola Gianotti, ricercatrice italiana nominata lo scorso 4 novembre direttrice del CERN di Ginevra, che, intervistata per l’occasione, ha sottolineato come uno dei compiti dell’importantissimo Laboratorio europeo di fisica, da lei d’ora in poi presieduto, sia proprio quello di formare le nuove generazioni. Anche l’istituzione scolastica svolge questo compito: essa, prima di tutto, dovrebbe insegnare ad essere dei bravi cittadini e poi dovrebbe insegnare le diverse materie scolastiche. Per formare, però, non serve solo il contributo delle vecchie generazioni ma anche di quelle nuove, quindi siamo noi i primi che dobbiamo impegnarci per apprendere quanto ci viene insegnato. Il futuro non si può costruirselo da soli, perché se ogni volta che avviene questo cambio generazionale non s’insegna a quelli nuovi quanto scoperto fino ad ora, non si va più avanti; invece, con l’aiuto di tutti, si può costruire un domani migliore e non solo ai singoli, ma anche al paese in cui viviamo. In quest’ottica, diventa importante che le nuove generazioni non vadano all’estero a cercare lavoro, ma che stiano in Italia per favorire il miglioramento di questo paese.

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