Volendo partire dalle provocazioni di Mauro Corona è obbligtorio fare una netta precisazione.
Quando afferma che i giovani di oggi non sanno: piantare un albero, accendere un fuoco e perdono il senso di orientamento nei boschi, si riferisce sicuramente ai bambini o ragazzi di città.
Lui suggerise di insegnare ai ragazzi già a scuola come si vive a contatto con la natura; in montagna questo è un sistema già adottato da anni.
Fin dall’asilo in tutte le zone non distani da Corona, ogni anno il Corpo Forestale, i cacciatori, le guide alpine e quant’altro, danno lezione ai piccoli portandoli direttamene nel bosco.
Questa sana abitudine che in queste zone viene chiamata “orientiring” si ripete ogni anno fino all’ultimo anno delle medie. Quindi chiedere ad un ragazzo di montagna se sa accendere un fuoco o se sa orientarsi nel bosco è alquanto superfluo.
Più facile che abbia ragione Corona se la stessa domanda la pone ai ragazzi di città.
La provocazione comunque di un montanaro D.O.C. come Mauro va valutata attentamente: quando dice che i genitori dovrebbero abdicare dal loro ruolo perchè stanno insegnando ai propri figli il consumismo, in quano va fuori tema.
Cosa c’entra avere una macchina da 50 mila euro o un Rolex con il distacco dei giovani dalla natura?
Qui bisogna solamente capire che non è il consumismo in se che allontana i ragazzi dalla natura, bensì la lontananza dalla natura stessa.
Infatti come detto prima i piccoli montanari ci sono a contatto costantemente anche se i loro genitori hanno un Rolex e una macchina da 50 mila euro.
Differente è la situazione per i bambini di città; se anche i loro genitori hanno una misera 500 sicuramente la distanza dalla natura, non gli permette di portarceli giornalmente.
In campagna sono nate le varie “fattorie didattiche” e i ragazzini delle vicine città vengono spesso accompagnati li dalle scuole.
Forse programmare più gite fuori porta in ambito scolastico farebbe si che almeno in parte questa mancanza possa essere colmata.
Auguriamoci che in un prossimo futuro questo avvenga.

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