Siamo davvero così concentrati nel nostro mondo virtuale da non accorgerci del paesaggio che ci circonda? Giovani e natura vengono contrapposti come due mondi lontani e diversi tra loro, incapaci di dialogare e di cercarsi. L’uno non conosce l’altro. Quando un ragazzo affronta un ambiente diverso da quello che frequenta abitualmente, non proverebbe quella curiosità che lo spinge ad avvicinarsi e ad esplorare meglio la novità. Eppure ogni ragazzo e ogni ragazza dovrebbero sentirsi attratti dal fascino del contatto con la natura, si tratti di boschetti ancora integri da insediamenti turistici o di vallate incontaminate dall’uomo che si può fantasticare custodiscano segreti ancora da svelare. Anche un esperto scrittore di natura, Mauro Corona, invita i più giovani a migliorare le proprie conoscenze sul campo, per imparare a non temere quella inoffensiva natura. Non bisogna temere questo mondo perché se ne può sempre uscire, per ritornarci quando se ne sente la necessità. Per imparare, il giovane, così immerso nel mondo virtuale, dovrebbe apprendere la semplicità, che ancora non conosce e che non sembra ancora capace di apprezzare. Purtroppo l’orientamento è una dote che pochi sanno di avere e pochi la sfruttano a dovere. Imparare ad orientarsi nella natura insegna ad orientarsi nella vita di tutti i giorni e, affrontando sentieri e percorsi inesplorati, ci si apre a orizzonti nuovi.

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