Gli emoticon potrebbero davvero recare danni alla buona scrittura?
Dagli anni 90 ad oggi le cosiddette faccine hanno spopolato nei portali social e in tutti i sistemi di messaggistica che abbiamo a disposizione ma questo può essere ritenuto un bene o un male?
Ultimamente si sta discutendo sempre più spesso sugli equivoci che possono essere provocati dalle emoji dato che nella nostra quotidianità si sta facendo un utilizzo sempre più sfrenato di questi piccoli disegni da parte di moltissime persone. Personalmente non credo possano essere una minaccia per la corretta scrittura più di quanto possano esserlo state le abbreviazioni quali: xkè, cmq, cm ecc. ma sicuramente renderanno l’individuo ad essere sempre più ristretto e conciso nei contenuti dei messaggi provocando in questo modo incomprensioni, nel momento in cui ci si trovi a parlare con persone non del tutto esperte nel campo della cyber-cultura.
Molte emoji hanno significati facilmente confondibili e di conseguenza potrebbero sorgere fraintendimenti più o meno gravi o imbarazzanti ma a parer mio già la messaggistica di per se porta molti fraintendimenti. Molte volte mi è capitato di non riuscire a spiegarmi o di provocare equivoci per il semplice fatto di non potervi parlare faccia a faccia, perciò sostengo che la colpa non sia solamente delle emoticons o delle abbreviazioni ma del mondo della tecnologia e della messaggistica in generale che continua a pórci davanti a limitazioni nel memorizzare e nell’uso di un linguaggio più ampio.

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