Sono più di 2000 le emoticon registrate, in pratica una forma moderna e alternativa per rispondere ad un messaggio piuttosto che elaborarlo. Non rappresentano però un linguaggio universale, perché molte faccine sono diverse tra due nazionalità diverse. Questa “lingua” è sostenuta da un team di ricercatori che hanno lavorato all’opera “Emoji world bot” definito come un vero e proprio dizionario per la traduzione delle faccine. L’uso di emoticon modifica la percezione che gli altri hanno di noi e potrebbe essere utile a capire o ad esprimere i nostri sentimenti in una maniera diversa rispetto a come faremo se ci trovassimo faccia a faccia uno davanti all’altro tramite segni di espressione del viso o delle mani. Quando scriviamo tutto questo ‘non detto’ scompare ma l’uso delle emoji ed emoticon nelle chat va a creare un linguaggio che in qualche modo sostituisce la comunicazione non verbale. Ultimamente sono diffusi non solo tra giovani ed adolescenti ma vengono utilizzati anche da persone molto più grandi. Secondo alcuni ricercatori l’uso di faccine e simboli è legato non all’età ma dalla personalità.

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