Le emoticon ormai stanno prendendo il posto della scrittura,infatti per esprimere una qualsiasi emozione si usa una faccina diversa.Dopo alcuni studi si è arrivatI alla conclusione che l’uso di queste faccine non dipende dall’età, ma dalla personalità perché,con un indagine condotta nel 2014 su mille americani, il 54% di persone ha dai 18 ai 34 anni e il restante sono adulti e addirittura anziani.
Le emoticon sono nate da un errore di stampa e la prima “faccina” fu quella ideata con due punti una linea e una parentesi, Scott Fahlman non si rese conto di quanta importanza assunse la sua scoperta perché considerata da lui stesso poco accademica.
Con il passare del tempo si è creata una distinzione tra emoticon ed emoji, la cui distinzione al giorno d’oggi risulta poco rilevante e insignificante.
L’emoticon è una rappresentazione tipografica sul display di un viso, e usando la punteggiatura, fa parte del testo stesso.Le emoji, invece, sono state create alla fine del 1990 dalla NTT DoCoMo, società di comunicazione giapponese.
Il nome, infatti, viene a “e” + “moji”, che si può tradurre con pittogramma.
Le emoji sono infatti immagini, trattate dai computer come lettere di una lingua non occidentale, alla stregua dei segni grafici del cinese o del giapponese.
Le emoji stanno influenzando la nostra cultura,mentre le emoticon ormai ne fanno già parte.

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