Comunicare via SMS, per l’e-mail o chat è più popolare che mai. Nei messaggi di frequente non si dà importanza alle regole grammaticali, di punteggiatura o di ortografia. I giovani usano spesso il dialetto, esprimono le loro emozioni con le “emoticon”, abbreviano le parole. I giovani scrivono in questo modo per distinguersi dagli adulti e per segnalare l’appartenenza a un gruppo. Il linguaggio dei giovani non è dunque più solo parlato, com’era in passato, ma con le nuove forme di comunicazione si è evoluto per diventare anche lingua scritta. L a sfida per i giovani consiste nell’adattare il loro linguaggio al contesto e nell’evitare, nei testi destinati alla scuola e il linguaggio delle chat. I giovani devono capire che con i propri genitori o con gli adulti non si parla come con gli amici e che per una presentazione a scuola si usa un registro diverso da quello delle chat. In una verifica a scuola ci sia aspetta che si formulino frasi complete; i un SMS invece no. Tuttavia, il potere delle faccine non emerge solo dall’aspetto comunicativo ma anche da quello più profondo ed intrinseco della personalità umana. Infatti, gli psicologi, sono convinti che gli emoji che utilizziamo possono raccontare molto di noi e siano degli strumenti di comunicazione non verbale utili per analizzare i comportamenti dei singoli individui e le loro interazioni sociali. Le emoticon aiutano a rafforzare il messaggio e indicano qualcosa sullo stato d’animo e il modo di essere di chi scrive, rendendo la comunicazione virtuale più espressiva.

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1 Comment
  1. Osservatore 3 anni ago

    Ciao, ci siamo resi conto che il tuo post

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