Le emoji influenzano, e continuano a farlo, la nostra vita, ma soprattutto io latori mosso di parlare e cominciare con gli altri, sai coetanei ai genitori e addirittura agli insegnanti. Comunicare sta diventando più semplice e immediato, per avvantaggiare pigri lettori e scrittori che non hanno abbastanza tempo per leggere un paio di righe e per rispondere con altrettante. Si tende inoltre a parlare di meno e a preferire uno smile, orribile e forzato sorriso, un’espressione che in realtà non esprime proprio un bel niente, come fosse vuota e priva del nostro tocco; alle parole della lingua italiana. Infatti si tende sempre di più a semplificare i messaggi, a usare termini ricorrenti e a cadere in errori -o veri e propri orrori in alcuni casi- grammaticali. Naturalmente non si può pensare di evitare e troncare in netto questa nuova forma di comunicazione, ma secondo me bisognerebbe ridurla e usare gli smile solo se è necessario, non dimenticandosi delle vedremo parole di cui la nostra lingua è ricca.

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