Le emoticon sono riproduzioni stlizzate delle principali espressioni facciali umane che esprimono un’emozione.
Due punti, un trattino e una parentesi. Erano fatte così le prime emoticon della storia, usate dall’informatico statunitense Scott Fahlman per indicare espressioni di sorriso e tristezzain un documento pubblicato il 19 settembre 1982. Se per molti anni le cosiddette ‘faccine’ sono state fatte assemblando segni di punteggiatura, con l’arrivo degli smartphone e delle chat il loro utilizzo ha conosciuto una vera e propria esplosione. Dalle emoticon si è passati alle emoji, termine che si può tradurre con pittogramma, usato per indicare piccole immaginiche esprimono emozioni.
Create alla fine del 1990 dalla società di comunicazione giapponese Ntt DoCoMo, grazie alla loro immediatezza, sono entrate nel linguaggio digitale di ognuno di noi.
Secondo un’indagine pubblicata da Facebook, lo scorso anno, in cima alla classifica delle emoji più utilizzate ci sono quelle che hanno a che fare con l’amore: alla faccina con le lacrime di gioia (scambiata 322 milioni di volte) seguono, infatti, quella con gli occhi a forma di cuore (254 milioni), il baci con il cuoricino (oltre 160 milioni) e il cuore semplice.
il 17 luglio di ogni anno, viene organizzato il World Emoji Day.
Un’iniziativa lanciata da Jeremy Burge, creatore del sito internet Emojipedia, per celebrare l’importanza che queste piccole immagini rivestono nella nostra vita. Presenti ogni giorno in oltre sei miliardi di conversazioni, le emoji rappresentano, infatti, la lingua più utilizzata sulla Rete.
I nuovi simboli sono in totale 2666.
Io promuovo gli emoji, ma dico anche di stare attenti e preservare il bel linguaggio.

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