L’emoticon fanno male alla buona scrittura?
Noi crediamo proprio di sì. Agli albori stessi della scrittura, si erano adoperati dei simboli per intendersi in modo rapido, per fare un qualsiasi calcolo, o per tramandare qualche vicenda ai posteri. Con il passare del secoli la scrittura ha avuto via via un’evoluzione, trasformando gradualmente quei simboli nelle lettere degli alfabeti. Oggi, a causa della diffusione delle emoticon, si assiste a una sorta di involuzione della scrittura. Come se stessimo tornando sui nostri passi, ripercorrendo la storia al contrario e tornando ai geroglifici d’un tempo. Tutto ciò ovviamente può ben preoccupare gli esperti. L’uomo ha sempre trovato il sotterfugio per risparmiare il più tempo possibile nel digitare un messaggio: fin dagli inizi di Whatsapp erano di moda le abbreviazioni delle parole “pk” oppure “nn”. Poi, con il boom dell’app di messaggistica più usata al mondo, le emoticon hanno fatto la loro prorompente entrata nella nostra attività di messaggistica. A nostro parere i “piani alti” come la Crusca, dovrebbe ben guardarsi da questo problema ormai incombente, che rischia di intaccare la sacralità della scrittura, e prendere provvedimenti.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account