Oramai le emoticon sono entrate nel modo di scrivere di tutti: tutti le conoscono, tutti sanno cosa sono e tutti le usano. Ma molti pensano che queste “faccine” facciano male al saper scrivere bene in italiano, ma sarà davvero così? Le emoticon sono utilizzate da tutti per esprimere soprattutto uno stato d’animo o per aggiungere un qualcosa in più ad una frase che altrimenti sarebbe fatta solo di lettere e segni di punteggiatura e che la farebbe sembrare fredda e priva di emozioni (infatti “emoticon” vuol dire appunto dal inglese “emozione”). Ma, come la maggior parte delle cose, hanno un pro e un contro, possono per esempio essere utili alle persone dislessiche che possono esprimersi attraverso i social esprimersi, oppure posso evitare fraintendimenti. In proposito ho un’esperienza personale: stavo chattando con un mio amico e, come si fa spesso tra amici, ci si “insulta” a vicenda per scherzare; dopo aver fatto una freddura, io gli rispondo “insultandolo”, scordandomi l’emoticon che ride: così facendo, lui pensò che io lo abbia insultato davvero, senza cogliere il lato ironico che sarebbe stato capito se avessi messo la faccina; così finimmo per litigare. Questo è per dire che le emoticon possono essere utili a far capire ciò che si intende dire a chi si invia un messaggio. Ma c’è anche un lato negativo a ciò, le emoticon stanno pian piano facendo perdere alle persone l’utilizzo della scrittura, e oramai in molti utilizzano solo queste per esprimersi e per comunicare. Quindi le emoticon, sono davvero così indispensabili per le persone? A mio parere sono molto utili, ma bisogna sapersi regolare e non esagerare nell’usarle.

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