La libera espressione è uno dei fattori più importanti all’interno di uno stato e
in particolare in Italia è a tutti gli effetti un diritto dei cittadini, essendo
presente anche nella costituzione.
L’articolo 21, infatti, cita il fatto che ogni essere umano ha diritto di
manifestare liberamente il proprio pensiero attraverso la parola o qualunque
altro meccanismo di diffusione.
Il principio è in sé giusto, dato che in uno stato democratico è lecito che ogni
uomo possa esprimere la propria opinione, senza minacce o censure di nessun
genere.
Spesso, al giorno d’oggi, il mezzo più immediato per far sentire la propria
voce a più persone possibili, è costituito dai social network.
Attraverso questi mass media, infatti, si tendono a pubblicare notizie, pensieri
e sensazioni che di persona non avremmo mai avuto il coraggio di rivelare, ma
protetti dal filtro dello schermo e in alcuni casi dall’anonimato decidiamo di
condividere.
Così vengono messe in circolo una rete di parole e di pensieri, che
rispecchiano la personalità di ognuno di noi e che trasformano internet in un
luogo dove potersi sfogare ed esprimere liberamente la propria opinione,
spesso anche attraverso insulti e dichiarazioni pesanti.
Ed è infatti proprio questo l’aspetto negativo di tutto ciò, il fatto che si tende a
condividere ciò che pensiamo in maniera esagerata, senza più rispetto per
l’altro e oltrepassando il limite.
In questo modo si sviluppano sempre di più le fake news, l’odio razziale e
l’estremismo, attraverso la ferrea convinzione di ciò che si afferma e senza
ormai possibilità di rimedio.
Il diritto alla libertà di espressione è infatti considerato da molti come un
pretesto per maturare insulti e idiozie di ogni genere e rende quindi
indispensabile il controllo dell’uso della parola.
Libertà non significa aprire la bocca senza una ragione e pronunciare il primo
concetto che viene in mente, ma attenersi a dei limiti, che se non vengono
compresi della singola persona, devono essere ribaditi da ferree regole.

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