Sempre più diffuse al giorno d’oggi sono le emoji, simpatiche faccine che rappresentano graficamente un concetto invece di scriverlo, che possiamo trovare in tutti i social network o su altri sistemi di chat.
L’uso di queste piccole faccine sta diventando sempre più diffuso, non solo per risparmiare caratteri negli sms, ma soprattutto per esprimere stati d’animo che accompagnano, in parallelo, la comunicazione verbale, è insomma il modo per scrivere sorridendo o al contrario imbronciati e facendolo sapere agli altri.
Le emoji spesso sostituiscono sempre entro certi limiti, la parola scritta è questo è un danno per la lingua italiana.
Molti temono che la comunicazione, attraverso le emoticon, possano rovinare le nostre capacità linguistiche, io non sono completamente d’accordo con questo pensiero, anche se molti dei principali errori ortografici da parte di noi giovani, penso siano causati oltre che dalla distrazione anche da un utilizzo spropositato degli smartphone e dei social media.
Non sono assolutamente d’accordo con chi dice che la comunicazione simbolica e senza parole stia uccidendo l’utilizzo della lingua; A parer mio è imparagonabile l’utilizzo delle faccine con un corretto utilizzo della lingua italiana.
Approvo l’utilizzo delle emoji, ma sempre se usate in modo opportuno e senza esagerare, proprio perché spesso ci aiutano a rappresentare meglio alcuni dei nostri stati d’animo, anche se a volte tra gli utenti capita di confondere i significati delle faccine, perchè ognuno di noi può associare un significato diverso. Contrariamente se vengono sostituite alle parole sintetizzando e facilitando la compressione, in questo modo potrebbero rilevare un’assenza di linguaggio e difficoltà nell’esprimersi.

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