Ormai da anni la messaggistica ha subito un cambio radicale. Si è passato dal mandare dei semplici messaggi abbreviati, a causa di un numero limitato di caratteri, all’usare dei simboli pittografici famosi in tutto il mondo: le emoji. Le emoji sono delle vere e proprie faccine che, richiamando sembianze umane, esprimono diverse emozioni. Queste sono nate in Giappone tra il 1998 ed il 1999 e da lì hanno cominciato ad espandersi in tutto il mondo. Create da Shigetaka Kurita, vengono utilizzate per facilitare la comunicazione elettronica. Con il passare degli anni e l’evolversi della tecnologia, da un iniziale set che ne comprendeva 172 le emoji sono aumentate diventando pane quotidiano per ogni individuo che sappia utilizzare un qualsiasi smartphone. Ma come cambia la messaggistica grazie alle faccine? Prima di queste si tendeva a dare interpretazioni sbagliate al messaggio visualizzato creando dunque varie incomprensioni nella comunicazione. Grazie alle emoji, esprimendo le proprie emozioni attraverso simboli, questo spesso non accade e si è molto più chiari. Tuttavia ognuno di noi le interpreta in maniera personale. Quella con le lacrime agli occhi, per esempio, indica una risata sfrenata ma, una piccola percentuale di persone, la utilizza o la interpreta come un pianto cambiando totalmente il senso della comunicazione. Nonostante vi siano delle piccole incomprensioni, le emoji rimangono un elemento fondamentale per la messaggistica moderna.

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