C’è chi, come noi giovani, che definisce il murales come una forma d’arte, qualcosa da voler comunicare che a parole non farebbe lo stesso effetto, non un semplice disegno o una semplice scritta. A volte capita invece di trovare scarabocchi al posto di forme d’arte ed è anche così che la pensano gli adulti o le persone che tengono alla propria città e ne vogliono conservare l’autenticità. Sono dell’idea che non dovrebbero essere vietati se fatti con uno scopo ben preciso e non con quello di ‘imbrattare’ i muri, che male c’è a voler far leggere a tutti un proprio pensiero o far sapere a tutti il proprio stato d’animo?
Ciò non significa che i ragazzi debbano esagerare per il semplice motivo che tocca ai volontari ripulire gli scarabocchi su edifici e strade importanti o per rispetto della città e per i cittadini alla quale i graffiti non piacciono.
Vero è anche il fatto che tanti sono solo atti di vandalismo e per coloro che li commettono è giusta una sanzione.
In realtà la parola murales deriva dallo spagnolo “mural”, un dipinto realizzato su parete che poi in Messico è diventato un vero e proprio movimento artistico, perciò se chiamiamo murales i disegni che troviamo per le nostre strade non facciamo altro che riferirci ad arte, un’arte moderna che al giorno d’oggi ha un forte valore estetico ma anche sociale e sta diventando un richiamo di turismo culturale.

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