I murales e i graffiti, nati da movimenti di protesta, sono delle vere e proprie opere d’arte utilizzati nella maggior parte dei casi per esternare emozioni e per esprimere il proprio talento.
Non sempre però si possono definire capolavori, a volte si tratta di veri e propri atti di vandalismo come ad esempio le scritte sulle pareti degli edifici storici anche solo dei portoni delle abitazioni.
nelle città dove si verifica questo fenomeno operano squadre di volontari muniti di pennelli e di tanta pazienza al fine di rimuovere questi scarabocchi dai muri.
In Italia in base al decreto 267 del 2000 le multe variano dai 25 ai 500 euro; per un graffito non gradito, a Bologna la sanzione minima è di 50 euro mente a Milano si arriva ai 450.
Secondo uno studio fatto da Fabiola Minoretti, segretaria nazionale dell’associazione anti-graffiti, un potenziale graffitaro inizia a dipingere sui muri a soli dodici anni, mentre l’età media varia tra i diciannove e i venticinque; nella maggior parte dei casi i writers provengono da licei artistici e più frequentemente si tratta di uomini.
Uno dei maggiori esponenti della Street Art è Banksy nato in Gran Bretagna, che ha realizzato moltissimi graffiti come ad esempio Primo piano della morte a Bristol, oppure Sweep at Hoxton a Londra.
In Ancona c’è una sorta di viaggio nella memoria che corre per 50 metri lungo il marciapiede dedicato ai personaggi più amati dagli Anconetani. A realizzarlo sono stati Enrico Marinangeli e Raffaele Paolucci due ragazzi residenti in zona.
Graffiti e murales: tollerarli o condannarli?
Sono dell’idea che questa forma di espressione non deve essere repressa, ma addirittura incentivata, creando spazi appositi dove questi artisti possono andare a liberare la loro fantasia.

1 Comment
  1. lea016 7 anni ago

    Ciao dalla redazione @Articolo21
    Complimenti per il tuo articolo! E’ ben strutturato e privo di errori grammaticali. Mi

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