I murales, o graffiti, si possono trovarli ovunque: basta spaziare lo sguardo ed ecco che l’occhio ne coglie più d’uno.
Spesso sono delle semplici scritte, a volte banali, altre offensive o volgari, altre senza un apparente significato. Ma, in alcuni casi, sono delle vere e proprie opere d’arte: disegni realistici, paesaggi meravigliosi o rappresentazione della fantasia perfetta di un artista.
Quello degli artisti di strada è un fenomeno in costante crescita, perché sempre più persone iniziano a diventare consapevoli delle proprie capacità artistiche e della bellezza dell’arte.
Da grande appassionato di arte figurativa, tra cui le moderne forme di disegno, non posso che essere favorevole ai murales intesi come espressione dell’arte delle persone. Vi sono delle opere uniche raffigurate sui muri dei palazzi o negli angoli delle strade, opere che hanno richiesto tempo e impegno e che, oltretutto, non molti sono in grado di fare.
I graffiti, quelli progettati con un disegno iniziale riportato poi su di un muro, sono vere e proprie manifestazioni artistiche.
Non lo sono certamente le frasi che si trovano spesso sul portone del proprio condominio o nei muri vicino la propria scuola: quelli non sono altro che strumenti per abbellire la città in modo “alternativo”, ma non in modo artistico. C’è da dire che anche queste frasi, talvolta, sono una piccola forma di arte, ma ciò accade molto raramente.
Le persone che realizzano delle opere sui muri sono degli artisti e, in quanto tali, vanno tutelati, sia per consentire loro di avere spazi in cui operare, sia per difenderli dai falsi artisti.
Un murales è un’opera d’arte. Allora perché non rendere la propria città un museo di Street Art?

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