I tatuaggi sono antichissimi. Nelle civiltà antiche i tatuaggi svolgevano un ruolo molto importante, erano un simbolo. Ancora oggi in alcune società non sono una moda, ma sono caratteristiche della cultura e delle tradizioni. Nella nostra cultura, invece, il tatuaggio fino a poco tempo fa non era accettato. È visto, ancora oggi, come un gesto di ribellione o come un elemento anticonformista. Il tatuaggio, però, può anche essere considerato come un’innocente espressione di sé. Tatuarsi può, quindi, essere uno sfogo, un modo di imprimersi sulla pelle qualcosa che ha segnato per sempre la storia della nostra vita. Dall’altra parte il tatuaggio è diventato fra i giovani, una vera e propria moda. Si tatuano per dimostrare la loro libertà o trasgressione rispetto ai genitori o alla società per poi pentirsene qualche anno dopo. Si può ricorrere alla rimozione del tatoo ma è una pratica costosa e non sempre è possibile cancellarlo del tutto poiché dipende dal colore, dalla densità e dalla profondità del tatuaggio. Per questo il tatuaggio andrebbe fatto in un’età in cui si è responsabili e pienamente consapevoli delle proprie azioni, in cui si è capaci di riconoscere un capriccio da qualcosa che si desidera davvero. Se si sfrutta il tatuaggio come forma d’arte ed espressione personale e non solo per seguire la massa e conformarsi agli altri, credo possa diventare una grande passione.

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