Il linguaggio di Whatsapp, degli SMS e dei Social Network non arricchisce la buona scrittura. I messaggi che si inviano su queste piattaforme sono sintetici e presentano abbreviazioni spesso difficili da comprendere e si rischia, così, di perdere man mano il senso della comunicazione e la consequenzialità delle argomentazioni. La guerra tra scrittura tradizionale e “virtuale” resta difficile da combattere, visto che è quasi impossibile non utilizzare i social: trovare un buon equilibrio tra i due differenti modi di scrivere significherebbe salvaguardare noi stessi dal pervasivo influsso di queste piattaforme tecnologiche. Non guasterebbe però una lezione da Umberto Eco con le sue 40 regole per scrivere bene l’Italiano. In ognuna di esse il celebre scrittore spiega gli errori che vengono commessi abitualmente dagli Italiani scrivendoli nelle frasi che presenta, il lettore risulta così coinvolto ed è spesso difficile riuscire a trattenere la risata di fronte a consigli arguti come i seguenti:
1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
3. Non generalizzare mai.
4. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
5. Una frase compiuta deve avere.
È grazie a queste efficaci nozioni e con la giusta perseveranza che si può mettere in pratica la buona scrittura.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account