Fino a qualche anno fa, piattaforme di messaggistica istantanea come Whatsapp, WeChat, Telegram e molte altre non esistvano. Esisteva solo il buon caro e vecchio MSN, in dotazione con i computer. Con l’avvento di Facebook, Whatsapp&co la necessità di avere un linguaggio di comunicazione rapido, per molti, si è fatta sentire. Al giorno d’oggi quasi il 50% dei ragazzi usano le abbreviazioni, del tipo: “ke, cmq, pk, xk” e molti altri. Sui social queste abbreviazioni vengono usate, ma in modo minore, magari per un commento. Quelli che scrivono queste abbreviazioni sono chiamati “Bimbiminkia”, con la “k” per far capire appunto che usa le abbreviazioni. Sinceramente io non sento il bisogno di usare queste abbreviazioni ne usare il T9 (modulo di aut completamento/autocorrezione presente nei vari device) perché non ne sento il bisogno. Al massimo se sbaglio a scrivere mi correggo con un asterisco. Penso anche che questo linguaggio sdegni l’Italiano, che è una bellissima lingua. Per cui, penso che sia meglio usare l’italiano rispetto a questo “linguaggio” in quanto se si fa il contrario, a mio parere, ci possono essere anche incomprensioni.

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1 Comment
  1. miristella 4 anni ago

    Ciao, giovix 92!
    Complessivamente hai scritto un buon elaborato che, seppur breve, espone in modo chiaro e scorrevole le tue opinioni. Sono d’accordo con quanto hai scritto, sicuramente tale modo di scrivere virtuale danneggia e svilisce la lingua italiana.
    Buon lavoro.

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