Molti sono i giovani che ogni giorno occupano la maggior parte del loro tempo sui social network senza curarsi di come scrivono, probabilmente calpestando la nostra madre lingua. Chissà cosa direbbe Dante! In realtà sono pochi oramai i ragazzi che sui telefoni e sul web riescono ad utilizzare un linguaggio grammaticalmente corretto e privo di parole abbreviate. Come “xchè” che sta per perché, “nn” che sta per non e ancora “cmq” per comunque”, inventate per permettere di rendere la scrittura del messaggio più veloce. Ed ecco che è scattato l’allarme analfabetismo tecnologico. Addirittura in questi giorni il Ministero dell’Istruzione in Inghilterra, ha proibito l’uso del punto esclamativo perché usato più del dovuto e in modo inopportuno. Francamente in Italia non mi sembra vi sia un utilizzo frequente del punto esclamativo, ma delle abbreviazioni. Perciò pensieri ridotti e brevi che potrebbero in un futuro non lontano portare ad un italiano sempre più povero. In realtà, a mio avviso la scuola pone l’italiano in una posizione di effettiva rilevanza. Di conseguenza anche se la messaggistica attraverso i social network sono il nostro pane quotidiano sta a noi non disonorare le regole della lingua italiana.

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