Partendo dal presupposto che io, personalmente, odio le abbreviazioni ; a parere mio è segno di immaturità e si perde il corretto modo di scrittura.
Ormai la tecnologia fa parte della nostra quotidianità quindi se si prende un “vizio” come quello di scrivere abbreviato poi è facile portarselo dietro anche al di fuori del mondo tecnologico. Questo diventa poi un problema nel mondo del lavoro o, per noi giovani, della scuola; scrivere un documento per il proprio capo o un tema di italiano con “nn”, “cmq” ecc. non è proprio il caso.
La necessità di abbreviare le parole è nata quando ancora non esisteva Whatsapp, ma per comunicare si usavano gli SMS che avevano i caratteri di scrittura contati, cioè non si poteva superare un certo numero di lettere o numeri. Negli anni il limite nel numero dei caratteri degli SMS è aumentato, è nato Whatsapp e tutti gli altri social network quindi questa necessità sarebbe in teoria scomparsa, ma purtroppo a molti è rimasto.
Concludo dicendo che ognuno è ovviamente libero di scrivere come vuole i suoi messaggi, però di stare attenti a quando si scrive qualcosa di più formale perché si rischia davvero di fare una brutta figura.

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