Dobbiamo ammettere ormai che la messaggistica nei social e nelle applicazioni, come WhatsApp, è entrata a far parte delle modalità di scrittura di gran parte dei giovani; ma sarà solo una cosa negativa o ci sono anche degli aspetti positivi?
Bisogna, innanzi tutto, dire che scrivere messaggi e simili in molti casi limita fortemente la propria espressività e la correttezza grammaticale, basti vedere sigle come nn (non) o xkè (perché). Ogni tanto sui giornali si sente parlare di professori di lettere critici verso la scrittura abbreviata e non hanno tutti i torti.
Il tipo di scrittura dei messaggi è una cosa che rischia di compromettere gravemente le capacità di una persona; ad esempio, in un tema di italiano uno studente non si può permettere di scrivere abbreviato oppure di scrivere le cose in forma coincisa con un lessico non adeguato. In un non troppo lontano futuro un ragazzo magari vorrebbe avere un lavoro di alto livello, che richiede competenze grammaticali e lessicali molto avanzate. Un ragazzo che per tutta la sua adolescenza utilizza un linguaggio conciso e frettoloso, rischia seriamente di non poter puntare mai a lavori di alto livello.
Di aspetti positivi in questo tipo di scrittura non ne vedo, perché, secondo la mia opinione, limita la creatività e la conoscenza lessicale; l’unica cosa con cui una persona si potrebbe sbizzarrire sono le emoticon e l’utilizzo di punteggiatura non utilizzata spesso.
In conclusione, penso che questo tipo di scrittura possa fortemente danneggiare dei ragazzi nell’adolescenza, perché è proprio in questi anni che si plasma il tipo di uomo che ci sarà nel futuro e se non si assumono dei comportamenti corretti per tempo, difficilmente da adulti si riuscirà a cambiare.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account