Comunicare via SMS, per e-mail o chat è più popolare che mai. Ogni giorno in Svizzera si inviano svariati milioni di SMS. Nei messaggi di frequente non si dà importanza alle regole grammaticali, di punteggiatura o di ortografia. I giovani usano spesso il dialetto, esprimono le loro emozioni con le “emoticon” ossia faccine come “lol” o come ☺, abbreviano le parole, ne coniano di nuove o ricorrono alle onomatopee diffuse nei fumetti. ? E assolutamente normale usare espressioni gergali come “strafico” oppure “esagerato”. I giovani scrivono in questo modo per distinguersi dagli adulti e per segnalare l’appartenenza a un gruppo.

Il linguaggio dei giovani non è dunque più solo parlato, com’era in passato, ma con le nuove forme di comunicazione si è evoluto per diventare anche lingua scritta. La sfida per i giovani consiste nell’adattare il loro linguaggio al contesto: nell’evitare, nei testi destinati alla scuola, l’uso di espressioni come “tranqui” o “ganzissimo”. Devono capire che con i propri genitori o con gli adulti non si parla come con gli amici e che per una presentazione a scuola si usa un registro diverso da quello delle chat. Nel tema a scuola ci si aspetta inoltre che si formulino frasi complete; in un SMS invece no.

I giovani sono abbastanza abili nell’adattare il loro stile alle diverse situazioni di scrittura, com’è emerso da uno studio rappresentativo condotto dall’Università per le Scienze applicate di Zurigo nel 2010. Secondo questo studio i media digitali non influiscono sulla competenza di scrittura dei giovani. Ciò significa che la conoscenza dell’ortografia e la capacità di espressione a scuola non risentono degli SMS, delle e-mail e delle chat utilizzati nella vita privata. L’impoverimento della lingua dei giovani denunciato da molti adulti non sarebbe in corso. Ci troveremmo piuttosto di fronte a un’evoluzione innovativa e creativa della lingua. La modifica delle norme linguistiche può persino contribuire a formare l’identità dei giovani. E se la denuncia diffusa del decadimento della lingua dovesse, nonostante tutto, essere fondata, allora il linguaggio dei giovani non ne sarebbe la causa, bensì lo specchio dell’odierna società dei media e del contesto sociale.
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