Eccomi qua: sono una Grammar Nazi, ovvero una di quelle persone che prendono un po’ troppo seriamente gli errori di ortografia facendone una questione personale. Forse sono esagerata ma odio che le persone, superata l’età infantile, non siano in grado di esprimersi correttamente nella propria lingua. Non è difficile padroneggiarla, basterebbe leggere di più. Tuttavia, oggigiorno, sempre meno ragazzi utilizzano il tempo libero in modo proficuo: si preferisce stare sui social network al posto di sfogliare un bel libro. Beh, non posso biasimare nessuno perché mi comporto allo stesso modo, anche se ogni tanto mi prendo una pausa da dedicare alla lettura oppure, invece che rovinarmi la vista sullo schermo del telefono già dal mattino, sfoglio un quotidiano mentre vado a scuola. Purtroppo la nostra lingua ha risentito fortemente dell’influsso dei social network: lo stesso lessico si è arricchito di parole come “selfie”, “hashtag”, “lol” o altre abbreviazioni poco piacevoli. Nonostante questo non ho notato un peggioramento nel mio uso della grammatica dato che ho imparato solo nuovi vocaboli che, per quanto orribili, possono arricchire il mio personale dizionario mentale che custodisco gelosamente. Bisogna semplicemente fare un uso saggio dei social, senza lasciarsi trasportare, come in tutto d’altronde, dalla moda del momento. Per questo è assolutamente esagerato e insensato proibire l’uso dei punti esclamativi a scuola, dato che essa è stata creata per insegnare, non per vietare. I bambini devono essere consapevoli di ciò che la grammatica offre ed imparare, con l’aiuto degli insegnanti, ad utilizzarla nel modo più consono. Ovviamente dovranno apprendere che il punto esclamativo va usato solo nei contesti colloquiali, per enfatizzare un concetto, mentre nei contesti formali andrà evitato. Eliminandolo del tutto non si otterrà nulla, a parte privare la lingua di uno dei suoi elementi più amati.

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