Negli ultimi anni c’è stato un aumento esponenziale di giovani che ogni giorno comunicano attraverso i social network. Ragazzi di tutte le età, ormai, affidano a una tastiera i loro contatti con il mondo che li circonda e manifestano anche, con l’aiuto di essa, i propri pensieri. Ma tutto questo avviene attraverso degli schemi precostituiti che hanno portato alla creazione di un vero e proprio linguaggio digitale, che sta uniformando le espressioni di molti ragazzini. Se lo si guarda da questo punto di vista, sicuramente non è un fenomeno positivo. Spesso e volentieri ci si dimentica della corretta ortografia, della punteggiatura, per non parlare della grammatica. Gli strafalcioni sono all’ordine del giorno. La buona scrittura, quindi, rischia di scomparire. Affinché questo non avvenga sarebbe opportuno che i più piccoli non avessero accesso al fenomeno social, fin quando non avranno una certa padronanza nell’uso della lingua, altrimenti si correrebbe il rischio di uno scontro tra ciò che apprendono a scuola e quello che, invece, viene loro propinato dal mondo del web. Il fascino di quest’ultimo, si sa, ne avrebbe la meglio. E già se ne vedono i risultati. Una efficace sinergia tra famiglie e scuole potrebbe portare ad ottenere risultati su questo fronte. E, una volta adulti, si avrebbe il discernimento necessario per ignorare certe terminologie, e favorire sempre l’uso della buona scrittura, anche se digitale.

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