Uno dei risvolti negativi della tecnologia è quello di averci reso più pigri: preferiamo una videochiamata ad un’uscita con gli amici, ci accontentiamo delle foto su internet al posto di viaggiare e addirittura non scriviamo più le parole interamente perché ci pensa il T9 a completarle. Il T9, text on 9 keys, è un software programmato appunto per prevedere il testo dei nostri messaggi e quindi per farci risparmiare tempo durante la stesura del testo. I pregi di questo programma sono quelli che ci evita di fare figuracce: se siamo indecisi su come scrivere un termine, il T9 sa come consigliarci in maniera corretta; se ci dimentichiamo improvvisamente cosa volevamo dire nel messaggio, il T9 ci mostra alcuni vocaboli che possono integrare ciò che abbiamo scritto in precedenza. Aiutandoci a completare i messaggi più velocemente, questo dispositivo è utile sì, ma non è che un suo uso troppo prolungato ci farà dimenticare la grammatica italiana? Se lo useremo sempre più come scorciatoia e lasceremo che le sue capacità rovinino le nostre nel campo grammaticale, con il tempo si migliorerà il programma e quindi il nostro bagaglio grammaticale verrà sempre meno. Il problema vero è quando ci troviamo a scrivere testi non su apparecchi tecnologici ma sulla carta, cosa faremo nelle situazioni di dubbio? Non ci sarà il T9 pronto ad aiutarci…. potremo certo controllare sul vocabolario e, anche se richiederà più tempo, sarà comunque un allenamento per la nostra mente. Sarebbe conveniente, quindi, per non permettere alla pigrizia di rovinare la nostra lingua bellissima e invidiata da tutto il mondo, disattivare il correttore automatico dai nostri dispositivi, per provare a risolvere i nostri dubbi da soli.

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