“Spesso il piacere della lettura dipende in gran parte dalla comodità fisica del lettore. Ci sono libri che ho letto in poltrona e altri che ho letto alla scrivania. Ci sono libri che ho letto nella metropolitana, in macchina, in autobus. Trovo che i libri letti in treno partecipino della qualità di quelli letti in poltrona, forse perché in entrambi i casi posso facilmente astrarmi da quanto mi circonda.” Parole sante dissi… Spesso tutti i libri vengono sottovalutati solo perché non hanno nulla a che fare con la tecnologia, che, credeteci o no, non ha sempre e solo dei pro. Non so voi altri, ma quando si tratta di lettura e di libri, io esco fuori di me, esco e non so dove vado a finire, come quando si dice “dove arrivo, arrivo, ma non mi fermo”. Se non hai nulla da fare, o se da fare hai molto, fermati, siediti e leggi. Leggi perché solo così i brutti pensieri svaniranno, certo , non per sempre, ma in quell’arco di tempo che varia da una pagina e l’altra ti cimenterai in un altro spazio, uno spazio cartaceo ma ricco di emozioni. Non so se da quanto scritto voi abbiate dedotto, o meno, quanto io ami leggere. E no, non sono un’anormale. Amo leggere tutto ciò che insegna, o anche solo descrive la cosa più banale di questo mondo. Romanzi, gialli, fantascienza, biografie. Un libro è l’unico posto nel quale puoi esaminare il più fragile dei pensieri senza romperlo, o esplorare un’idea esplosiva senza la paura che ti scoppi in faccia. E’ uno dei pochi paradisi dove la mente dell’uomo può trovare allo stesso tempo provocazione e privacy.

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