Amo leggere, è una tra le cose che mi rilassano maggiormente.
Credo che quasi niente sia paragonabile alla sensazione che un appassionato lettore prova quando entra in una libreria e si ritrova circondato da quello che predilige.
E’ come sentire di essere al posto giusto, tra le cose giuste, al momento giusto. E non hai più la cognizione del tempo, ti perdi a leggere titoli affascinanti di storie che conservano al loro interno un mondo tutto da scoprire, ti estranei dalla realtà che sta fuori dalla tua bolla perfetta e respiri l’aria di un amore impresso su pagine e pagine di parole infinite. E, davvero, niente sembra contare di più, perché sei lì, nel tuo posto.
E’ esattamente tutto ciò che sento quando mi immergo nelle mie storie preferite, quelle in cui l’ombra del mistero avvolge scomode verità e amori impossibili che non sempre trovano il modo di essere.
Storie maledette, scritte dall’inchiostro che circola nelle vene dei personaggi che le creano; quelle storie che non vedi l’ora di arrivare all’ultima pagina per sapere come vanno a finire, ma poi ti dispiace anche solo pensare che è tutto finito lì, in una conclusione che ti lascia con la bocca asciutta e il cuore al massimo della velocità.
Leggo l’incertezza che una mente insicura ha trascritto attraverso una mano ferma e decisa.
Leggo quello che mi comunica qualcosa già dalla dedica.
Leggo ciò che è capace di ritagliarsi anche un piccolissimo posto dentro di me, perché significa che lo ricorderò per sempre.
Leggo le poetiche maledizioni di artisti che hanno un demone nella loro anima: il genio.

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