Gli italiani hanno ricominciato a leggere libri. Lo dice l’AIE, Associazione Italiana degli Editori, che negli ultimi cinque anni ha registrato un aumento, seppur piccolo, nelle vendite dei libri.
E questa volta non siamo in secondo piano, anzi, se sta avvenendo questo fenomeno positivo è soprattutto grazie agli adolescenti e i giovani. Il merito è tutto loro (o forse si potrebbe dire nostro), che crescendo sviluppano queste nuove passioni, questi interessi che in qualche modo aiutano a crescere e formare quelli che saranno i veri cittadini tra non molti anni. Si è capito che bisogna puntare sui giovani, creando ampie parti del mercato dei libri destinate interamente a loro, che hanno poi avuto rilevanti riscontri anche sui numeri delle vendite e del fatturato.
Forse un po’ di merito va anche alla diffusione degli e-book, che hanno agevolato la diffusione dei testi, rendendoli più facilmente consultabili anche su dispositivi mobili, ma non hanno ancora definitivamente superato il vecchio mucchio di fogli stampati e rilegati, da sfogliare con qualcosa di più di una strisciata di un dito sullo schermo.
I generi diffusi sono molteplici, come le personalità che si possono incontrare nei ragazzi, ma anni e anni di scrittura ed editoria hanno creato opportunità per tutti di poter avere ciò che più ci piace senza troppi problemi.
A volte il tempo per la lettura non è poi tanto, visti gli impegni scolastici e personali, ma per molti una volta iniziato a leggere diventa quasi impossibile staccarsi. Si legge di solito la sera, magari anche con una buona playlist di sottofondo, e si finisce anche per fare notte tarda, quando si è costretti dal sonno a richiudere il libro. Si legge ovviamente nel tempo libero, a volte anche sui mezzi pubblici mentre ci si dirige verso la scuola o il posto di lavoro.
Personalmente, non leggo poi molto di politica, economia, attualità o cose simili. Preferisco testi più vicini a quella che è la mia vita, i miei interessi, quello che mi piace definire “il mio mondo”. Perché credo che più siamo vicini a ciò che leggiamo, più volentieri leggiamo.

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