“Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’Infinito… Perché la lettura è una immortalità all’indietro.”
-Umberto Eco.

Leggere è, a mio parere, una delle forme di viaggio interiore più belle: infatti, leggendo, si ha la possibilità di vivere in epoche e luoghi diversi, pensare con una mente diversa dalla propria, istruirsi dal punto di vista sia letterario, sia dell’argomento trattato (storico, artistico, scientifico, etc.).
Amo leggere un po’ di tutto, ma, in particolare, i romanzi psicologici; amando io particolarmente tale campo, come potrei non cimentarmi con scritti inerenti? E poi, il romanzo thriller mi affascina parecchio, soprattutto amo Dan Brown, in quanto, nei romanzi che hanno Langdon come protagniste, la mia amatissima arte è onnipresente. Per quanto riguarda il romanzo rosa, ne ho amati parecchi, ma è difficile che mi appassioni sul serio, in quanto, spesso, sono alquanto “sdolcinati”.
Non mi fisso tempi per leggere: come una qualsiasi forma d’arte che si rispetti, è bene che la si svolga nel momento in cui una determinata opera fornisce l’ispirazione per esaminarla.

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