“Leggere un libro non è uscire dal mondo, ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso.”
-Fabrizio Caramagna.

Sono fermamente convinta che la lettura sia una delle forme d’arte più bella; perché, sì, è possibile fare di essa una vera forma d’arte; lo si fa tutte quelle volte in cui non si legge per di passare del tempo divertendosi, ma per il puro gusto di sognare, di varcare orizzonti e spazi infiniti, di pensare con le menti altrui, di vivere quello scritto. E non è facile, lo so, ma è praticamente possibile. Tutte quelle volte in cui crediamo che un libro ci appartenga, lo stiamo vivendo.
Non è facile riuscire ad affermare con sicurezza che cosa io ami leggere particolarmente e quanto lo faccia… Non vi è una categoria che mi colpisce in particolare; certo, privilegio alcune ad altre, ma nulla di rilievo. Decido di leggere uno scritto nel momento in cui, sentendone parlare o esaminando la trama, considero ciò che narra un qualcosa di mio, un qualcosa che potrei vivere e che, dunque, mi darebbe spunti di riflessione. E no, non sono una persona che si fissa dei tempi nei quali farlo, in quanto, ripeto, considero vera e propria lettura solo quella che, al termine, si trasforma in arte; e per realizzare un’opera d’arte, come tutti sappiamo, ci vuole l’ispirazione.

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