E’ un 2016 iniziato col “boom” : una bomba di dimensioni inimmaginabili che, scoppiando, ha toccato anche il campo della lettura con conseguenze assolutamente positive.
Che si voglia o no, almeno quasi tutti siamo stati abituati a leggere sin da piccoli quando mamma o papà ci compravano un fumetto, uno di quelli con tante immagini e vignette dove Topolino era il fulcro di un sistema assai “buffo” e scherzoso.
Io leggo.
Leggo da quando ero alto “una mela o poco più”, da quando mia mamma mi prendeva a scuola con la macchina da piccolino e insieme cantavamo canzoni per bambini.
Non ho un genere ben preciso, mi piace essere attratto da trame interessanti e coinvolgenti, che siano fantastiche o di ordinaria quotidianità.
Leggere vuol dire tuffarsi in un mondo di parole colorato di bianco e nero, ma che nasconde sotto una membrana invisibile una varietà infinita di colori.
Stare seduto con la mente e gli occhi fissi su pagine di carta, bere un thè e sentire il sottofondo dello struscio di semplici fogli permeati di fantasia.
I libri sono un mondo a parte, non accessibile a tutti.

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