Trappist-1 g, è il pianeta degli infiniti. Ogni cosa, su questa sfera color verde tendente al giallo, non ha nè un inizio nè una fine. Trappist-1 g, potrebbe essere il sogno di chi ha l’enorme e doloroso timore di morire, di essere cancellato come se non fosse mai vissuto, di essere dimenticato. Purtroppo, però, questo pianeta non accetta corpi estranei, principalmente quelli umani, perché dannosi e malvagi per la natura; ebbene quest’ultima, su questo pianeta, è la protagonista. Ogni singolo angolo di questa sfera, é sorretto da piante dalle incredibili sfumature di verde, da quelle microscopiche (minrux), a quelle dall’infinita grandezza ( parxyon). Nonostante l’innocenza di queste creature sulla Terra, qui, le piante, sono le più letali. L’acqua è considerata la dominatrice (adalakhy), perché accarezza ininterrottamente ogni centimetro della circonferenza. A differenza di questa, il vento (panghavux) soffia solo in determinati attimi, portando con sè qualsiasi cosa capiti dinanzi ad esso, risalendo in alto verso il cielo (skarx) verde muschio. Gli unici animali esistenti, sono dei volatili mutanti, alcuni con qualche ala in più, ed altri dai colori così sgargianti da non poter essere guardati da un occhio umano. Gli umani, cancro della Terra, nell’anno 2042, divennero cancro d’un secondo pianeta, Trappist-1 g. Erano in due, coperti dalla testa ai piedi da tute di quattro strati, munite di tre tubi per l’ossigeno; erano tanto coperti da non riuscir a distinguere il volto e il sesso. Ciò che sorprendeva, era il fatto che fossero entrambe coperte d’un liquido verde, che profumava esattamente come tutte le piante presenti sul pianeta, come se volossero mimetizzarsi. Purtroppo, nessuna creatura, a parte i volatili, era dotata della vista e riconosceva i propri simili solo grazie all’odore di quel liquido, perciò per giorni i due sconosciuti vennero evitati. Ciò accadde per alcuni giorni, fino a quando un Furix, un volatile dalla vista invincibile e dotato di tre ali incredibilmente veloci, stranamente volò su di loro (non era solito che un Furix volasse da quelle parti), notando uno strano movimento da parte di uno dei due. Si fermò ed atterrò cautamente per non disturbare minrux e parxyon; zampettò con l’acqua che scorreva tra i suoi numerosi artigli fino a quando non arrivò davanti i due sconosciuti. Piegò la testa di lato, ispezionando i due a lungo fino a quando, per sbaglio, il suo becco non sfiorò il corpo di uno, facendolo sussultare. L’animale strillò e richiamò gli altri, che in un attimo atterrarono sull’acqua. Li acchiapparono dalle spalle, e li lanciarono in aria; successivamente li riacchiapparono per poi lasciarli cadere in una delle loro tane, buchi neri profondi forse dieci metri. Atterrarono con un enorme tonfo che fece sussultare l’intero pianeta; i Furix li raggiunsero in un secondo, privandoli della loro aria, facendoli diventare il loro pasto migliore della giornata.

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