Il pianeta gemello della Terra
Niente di tutto quello che fin a quel punto era stato immaginato corrispondeva, nessun film, nessun documentario, nessun’ipotesi si era mai lontanamente avvicinata a quella strabiliante e insolita vista, davanti alla quale si trovavano Jack e Lucy. Che si fosse rotta l’Astronave e fossero stati sbalzati in qualche luogo terrestre abitato da indigeni? Che avessero sbagliato meta? O semplicemente che lo scenario postogli dinnanzi era diverso da come era stato concepito nella fantasia di questi? Mille domande, confuse, nessuna risposta chiara, solo ipotesi. Jack era alquanto smarrito, ma nella sua mente balenavano innumerevoli curiosità, che lo spinsero ad emettere il primo suono di un lungo silenzio: “Ahh!”. Un’espressione incredula e perplessa gli attraversava il viso, quando Lucy guardandolo disse: “E chi mai, avrebbe potuto pensare che il modello di alieno, da noi ideato potesse essere così diverso dalla realtà?” Si associano sempre alla parola extraterrestre, quattro aggettivi; intelligenti, sovrasviluppati e pacifici o litigiosi in base alle circostanze, eppure quel pianeta gemello della terra, così studiato e finalmente raggiunto dall’uomo ospitava esseri viventi, identici a noi nell’aspetto, ma arretrati nel modo di vivere. I due astronauti, giunti dal pianeta terra, e scesi dalla navicella spaziale, si ritrovavano ad essere circondati da uomini semplici, burberi e docili. Lucy, assetata di sapere come sempre, si fece avanti: “Ciao, mi chiamo Lucy”, ma intravedendo un velo di perplessità sui volti dei padroni di casa, aggiunse: “Qualcuno mi capisce?”, purtroppo nessuno rispose. Intervenne Jack, che tramite gesti e movenze, precise e studiate a modo, riuscì a spiegare brevemente tutto ciò che gli extraterrestri erano tenuti a sapere. Nei giorni a seguire, le comunicazioni da parte dei cosmonauti furono pochissime, se non inesistenti. Infatti quando questi ultimi tornarono nel pianeta casa, sotto le continue richieste di spiegazioni da parte del team che aveva collaborato attivamente a questo grande passo in avanti per la storia dell’umanità, risposero che il clima di solidarietà, li aveva affascinati così tanto che avrebbero preferito non intaccare quell’ambiente retrò. Secondo Lucy e Jack, la presenza di uomini su quel pianeta puro avrebbe rovinato quell’habitat così perfetto. Gli abitanti sembravano essere usciti dalla canzone “Imagine” di John Lennon, tutti avevano poco per se stessi, e tanto per gli altri, non importava gli mancasse il pane, ma importava non mancasse agli altri. I giornali, i TG e le radio, scrissero di un viaggio finanziato a vuoto, poiché il pianeta secondo le informazioni fatte trapelare non era abitato, pochi sanno invece, che un mondo di pace e fratellanza, dove non sono ammesse tecnologie e futilità esiste.

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