La settimana prima, rovistando in una vecchia e polverosa cassa nascosta in soffitta, si era ritrovato tra le mani dei vecchi ritagli di giornale datati febbraio 2017: avevano più di cinquant’anni e riportavano la notizia, clamorosa per quei tempi, della scoperta del pianeta gemello della terra. Incuriosito, leggendo parecchi articoli aveva appurato che i sette pianeti distavano 40 anni luce dalla terra, che i viaggi interstellari sarebbero stati pura utopia, che la possibilità di raggiungere mondi e galassie era frenata da enormi distanze…… sorridendo intenerito, aveva pensato che nell’arco dei cinque decenni trascorsi erano state fatte davvero molte scoperte in ambito spaziale! Per superare il limite della velocità della luce, era ormai abitudine usare il Wormhole, una sorta di collegamento tra due punti, anche molto distanti, nello spazio, un tunnel attraverso il quale “scivolare” in giro per lo spazio, anche grazie alle navi iperspaziali che permettevano di uscire dallo spazio per poi ricomparire in un altro punto. Con questo dispositivo, era semplice recarsi su tre dei sette pianeti gemelli, privi di stati e di barriere, dove ci si poteva spostare liberamente in città ben organizzate e non inquinate perché basate sullo sfruttamento di energie naturali. In quei pianeti supplementari si parlava un’unica lingua, non vi erano guerre, gli abitanti, tutti con un incarnato simile, collaboravano tra di loro per mantenere un equilibrio, condividevano le risorse e producevano ricchezza in modo equo. Uno particolarmente, Terrapist, era il più visitato: chi si recava su quel meraviglioso pianeta studiava le varie specie animali e vegetali presenti sulla terra milioni di anni fa, provava le pietanze del luogo, qualcuno ci tornava adulto dopo esserci stato in viaggio da bambino con la famiglia. Rientrando sulla terra, tanti si erano chiesti, perplessi, se fosse preferibile il gemello della terra con la sua uniformità o il loro pianeta originario, che si portava sulle spalle il peso di molteplici guerre, persecuzioni e problemi… Domanda retorica: se un umano avesse voluto fermarsi là per vivere, avrebbe potuto essere ospitato per massimo due settimane, perché gli abitanti di Terrapist conoscevano la nostra storia e i nostri errori e preferivano evitarli.

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