Sono le 7 e 45 e come ogni mattina la mia sveglia mi ricorda in perfetto orario che è l’ora di alzarsi. In fondo al mio letto come sempre, ormai da quasi tre settimane, c’è Floyd, il nuovo modello di umanoide metallico della R.O.B.O.T. che abbiamo acquistato per farci dare una mano nelle faccende di casa. Il suo orologio interno gli ha già comandato da circa un’ora di “svegliarsi” ed ora è già pronto a servirmi. Ad ogni modo vado a darmi una sciacquata al viso mentre lui prepara la mia colazione nella perfetta dose di 60% cereali e 40% latte. Ora sono pronto ad andarmene e mentre mi infilo il giubbetto e metto gli ultimi libri nello zaino si affretta ad augurarmi una buona giornata prima di rimettersi quasi subito ad aiutare qualcun altro in casa. Molto gentile da parte sua. Oggi sono fortunato, abbiamo un paio di ore di supplenza a scuola cosi posso vedere dal telefono quello che sta facendo Floyd ora che è da solo a casa. Grazie alla piccola videocamera montata sulla sua testa posso accertarmi che non stia battendo la fiacca. Si muove in continuazione alla ricerca di qualcosa da fare; tutto questo in cambio solo di qualche ringraziamento e qualche dose di etanolo una o due volte alla settimana. Comunque sono già passate cinque ore e dopo essere tornato a casa e aver fatto pranzo mia madre può finalmente riposarsi un po’ prima di tornare a lavoro. Floyd non sa ancora cucinare molto bene ma si offre volentieri di sparecchiare la tavola. Adesso sono le 4 e 32 e come ogni pomeriggio mi stendo sul divano e gioco un po’ con la playstation. Floyd è da stamattina che non sta fermo un secondo così gli offro di fare una partita contro di me. Come ad ogni mia richiesta lui acconsente e come ogni volta perde. Comincio a pensare che lo faccia apposta; i suoi programmatori se la devono essere studiata proprio bene per far compiacere noi consumatori del nostro acquisto. Molto premuroso comunque. Dopo questa breve pausa comunque torna a passare l’aspirapolvere per tutti gli angoli della casa. Dopo qualche ora di svago mi metto a fare i compiti e anche in questo caso il mio amico robotico è li accanto a me pronto ad aiutarmi. Mi dispiace un po’ che un mucchio di cavi e circuiti sia così tanto più intelligente di me però non fa niente, almeno non mi devo sforzare troppo per completare il mio dovere quotidiano. In ogni caso sono già le 9 e mi stendo sul letto e cerco di ammazzare il tempo sul telefono parlando con amici, tenendomi informato sul calciomercato della Seria A e giocando un po’. Floyd è ancora in giro per casa per sapere se qualcuno ha bisogno di un suo aiuto e mi fermo per qualche minuto a guardarlo e a pensare che sta pian piano cominciando a svolgere tutte quelle cose che sono compito di noi esseri umani. Sembra quasi che lui sia la persona e noi i robot. Piuttosto deprimente, quasi avvilente. Ecco che ha fatto il suo ultimo accertamento sulle condizioni della casa e può finalmente darsi un po’ di pace anche lui. Si sono fatte le 11 e 48 e dopo aver visto l’ultimo episodio della mia serie preferita mi accingo a mettermi sotto le coperte. Lui è ai piedi del mio letto e dopo avermi dato la buonanotte entra immediatamente in modalità standby. Sembra che dorma davvero ma se devo essere sincero delle volte, nel cuore della notte, ho come la sensazione che Floyd mi osservi. Abbastanza inquietante…

Francesco Porfiri

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