Nel mondo moderno, parlare di sette sataniche suona quasi fuori luogo, pensando che si tratti di qualcosa di primitivo e arcaico, che ci riporta direttamente in pieno medioevo. In realtà in Italia questo tipo di rito esoterico è molto praticato e spesso viene considerato un “hobby” di gran moda. Non per niente, città come Torino e Roma detengono il primato mondiale in tema di sette sataniche, subito dopo Londra, che invece ha il primato assoluto. Per chi non conoscesse il satanismo: è un movimento in cui si venera il Diavolo, altrimenti chiamato Lucifero o Belzebù, citato nella Bibbia. Entrare in queste sette, per molti, è visto come indice di ribellione, trasgressione; soprattutto per i più giovani. Sono, però, perlopiù donne che decidono di farne parte in modo assolutamente volontario, perché inizialmente nessuno obbliga o costringe chi ha intenzione di entrare nel gruppo. Col passare del tempo nel nuovo ambiente l’adepto si sentirà più a suo agio che nel mondo reale. Purtroppo uscirne non sarà facile come lo è stato per entrare. Gli altri membri, infatti, arrivano anche a ricattare o minacciare chi manifesta l’intenzione di abbandonare il gruppo, costringendolo a rimanere, suo malgrado.
Questo è un pericolo che è sempre stato sottovalutato; infatti le sette spesso si sono “macchiate” di crimini feroci, di truffe e frodi piuttosto pesanti, di maltrattamenti di animali e, talvolta, di sacrifici umani. Per porre un freno a movimenti estremamente pericolosi come il satanismo penso che bisognerebbe costituire un corpo di polizia appositamente addestrato ed istruito con lo specifico compito di arginare questo tipo di emergenze. Bisognerebbe affrontare il problema con gli adulti , ma soprattutto con gli adolescenti affinché non cadano nella tentazione di convertirsi a questo genere di riti e credenze. Oggi le sette sataniche costituiscono una seria minaccia per la nostra civiltà, poiché mettono in serio pericolo l’incolumità e la salute delle persone. Conoscere il fenomeno per saperlo valutare può essere un valido strumento per tenersi fuori da questi gruppi, per non subirne il fascino, insito nel mistero di cui queste associazioni si circondano. Vi sono, tuttavia, soggetti “a rischio”, particolarmente vulnerabili, che non riescono a mantenere tale capacità di controllo: per questo motivo queste sette vengono considerate un vero e proprio pericolo pubblico.

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1 Comment
  1. hanaa 4 anni ago

    Ciao bi2000!
    Il tuo articolo

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