Il tipo di satanismo a cui attualmente si fa riferimento e che, per così dire, ci interessa è alimentato da miti e false credenze che talvolta ingigantiscono il problema, altre lo sottovalutano, in quanto la nostra scarsa competenza in questo campo ci permette di ricollegare il fenomeno a gruppetti di persone incappucciate e lamentose che reggono candele e invocano satana… sfortunatamente però, il satanismo non si limita a questi comuni preconcetti, ma è un mondo vasto, misterioso e per certi versi affascinante. Logicamente le prime sette e quindi il satanismo in generale affondano le loro radici in tempi antichi, in concomitanza con il diffondersi di religioni e dogmi, e come molti faticheranno a credere, persino molto prima della nascita di Cristo, addirittura lontane dal contesto ebraico, cristiano o islamico: la figura di satana, che letteralmente significa oppositore, avversario e con la quale ad oggi intendiamo il demonio, nemesi di Dio, nasce nella religione monoteista ebraica molto più tardi che in altri popoli mediorientali, che già qualche secolo prima individuavano nelle ostilità climatiche, o in generale, in qualsiasi avvenimento inspiegabile e sciagurato l’influsso del maligno, di enti soprannaturali, in contrasto con la divinità protettrice. Nonostante la cospicua e onnipresente presenza ideologica del maligno, in questo periodo non si riscontrano ancora correnti tese all’adorazione di quest’ultimo o ad un qualsiasi accostamento. Datare con precisione la nascita dei primi movimenti satanici (in questi casi viene utilizzato il termine ‘satanici’ per facilitare la comprensione, malgrado la correttezza del termine in esempi che precedono l’affermazione del termine ‘satana’ non sia del tutto certificabile) o anche dare una semplice collocazione temporale risulta a dir poco difficoltoso, dal momento che la natura sovversiva e segreta degli incontri non ha potuto portare ad un’identificazione precisa, anche tenendo in debita considerazione l’esiguo numero di partecipanti; intorno al III secolo a.C., a Roma, vi furono casi di orge, sacrifici umani e atti deplorevoli che vennero in seguito smascherati e condannati (secondo le cronache dell’epoca, a differenza degli altri casi di satanismo, i coinvolti erano addirittura settantamila). Successivamente si verifica in Europa la presenza di individui che, fingendosi folli, trascinavano carogne di animali per le strade e importunavano giovani e donne, manifestando così più esplicitamente una connessione col maligno; questi personaggi però, più che seguaci del diavolo, sembravano esserne impossessati. È in ogni caso con la nascita delle eresie, che si verifica la svolta nell’opinione comune che associa la figura del demonio ad associazioni organizzate di uomini che professano il culto del diavolo, opinione peraltro del tutto infondata, innestata forzatamente dalla Chiesa, nel pensiero collettivo, al fine di aizzare e far temere al popolo ogni dottrina diversa da quella consueta. La storia delle sette sataniche, da quel momento va sempre più rafforzandosi e comincia ad attirare i giovani, alla ricerca, come oggi, di esperienze alternative e profondamente anticonformiste. Per molti anni questi movimenti hanno mantenuto sotto molti aspetti la stessa conformazione e solo ultimamente abbiamo assistito a numerose trasformazioni e all’originarsi di importanti tipologie e modalità di approccio: satanismo razionalista, occultista, gnostico si discostano da quello tradizionalista principalmente per l’interpretazione della figura demoniaca ma sono accumunate da una profonda avversione per i concetti cristiani e da una continua pratica di attività sacrificali di animali e addirittura umani da aggiungersi alle pressioni su donne e bambini, spesso violentati; per questo motivo, a partire dagli anni ottanta il fenomeno ha allarmato popolazioni e governi interi. Le sette sataniche hanno un’organizzazione gerarchica formata da un capo e da un certo numero di cosiddetti adepti che sottostanno alla legge del primo; quello che al giorno d’oggi preoccupa maggiormente, o perlomeno dovrebbe farlo, non è tanto il contenuto dei rituali, ma le metodologie che gli esponenti delle sette utilizzano per agganciare e adescare i nuovi iniziati poiché essi vengono scelti tra le frange più povere ed emarginate della società, che non avendo basi solide e punti di riferimento sono facilmente influenzabili e spinti a comportamenti persino criminali. Probabilmente il problema delle sette sataniche, consiste nel fatto che, oltre ai motivi sopra citati, vengono utilizzate come base e scudo per tutti coloro i quali intendono sfogarsi e commettere atti meschini cercando una qualsiasi motivazione o discolpa: che il tutto sia sottovalutato è alquanto probabile, ma comunque una risoluzione o almeno un alleviamento, per ovvie motivazioni logistiche sembra appare ancora lontana.
Giovanni Vinchi

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