Le sette sataniche si pongono come obiettivo l’adorazione di Satana, attraverso la messa in atto di rituali, spesso brutali, in cui si offrono sacrifici al demonio; in cambio si mira ad ottenere la sua posizione e il suo aiuto. Nonostante se ne parli poco, il fenomeno non è certo in estinzione; infatti continua a fare proseliti in ogni parte del mondo. Un tempo le persone si avvicinavano a tali sette più per ignoranza; c’era, infatti, l’illusione che si potessero risolvere i problemi in un modo, diciamo, “alternativo”. Oggi è ancora l’ignoranza a guidare queste persone? Credo proprio di no. Il problema è di più ampia portata, anche se si tende a sottovalutarlo o, forse, si preferisce ignorarlo. Oggi è dilagante la perdita dei più importanti valori, l’adorazione del dio denaro, il desiderio di ottenere tutto e subito. E quando non ci si riesce, quando si perde fiducia in chiunque (nella politica, che pensa solo a riempirsi le tasche; nella giustizia, che non è vero sia uguale per tutti; nella chiesa, che predica bene e razzola male; nelle istituzioni sanitarie, spesso inadeguate; etc.) ci si fa abbagliare da chi promette la soluzione a tutti i problemi. Ma chi cade nella rete di queste sette perde di identità e diventa uno schiavo di santoni folli o, semplicemente, interessati. A favore di questi gruppi si offre tutto, materialmente e non. Ci si allontana dai propri affetti, inseguendo il miraggio di una felicità eterna. Il primo passo per evitare la proliferazione di adepti sarebbe quello di non sottovalutare il problema e offrire maggiori informazioni a riguardo. Tutti dovrebbero impegnarsi a far sì che non si creino le condizioni che spingono le persone fragili a rifugiarsi in questo mondo oscuro.

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