Si sente sempre più spesso parlare di “sette sataniche”, senza sapere bene cosa siano. Questo pericolo è sottovalutato e questa “scarsa informazione” sembra essere terreno fertile affinché sempre più persone si sentano autorizzate e libere di creare nuovi gruppi nel nome di Satana. Professando il male, profanando chiese, cimiteri, arrivando perfino a commettere violenze e sacrifici umani ed animali nel nome del loro dio le sette sataniche sono un pericolo in realtà da non sottovalutare proprio per niente, sia in Italia, a Torino sembra esserci una grande concentrazione di seguaci, ma anche all’estero.
I gruppi votati al diavolo sono formati da un leader, che fa da tramite tra gli adepti e Satana, seguito poi dai membri più anziani e dai giovani della setta. Non vivono in comunità, come accade in altre sette, ma continuano a fare la solita vita, quindi è spesso difficile individuare chi ne faccia parte.
I capi delle sette sataniche, per avere nuovi membri, ricorrono alla “manipolazione psicologica”, fornendo a queste persone risposte ai loro problemi e alternative di vita, sia di carattere psicologico, esistenziale che materiale.
Sono perlopiù giovani quelli che aderiscono alle sette sataniche perché insoddisfatti dei messaggi trasmessi dalle religioni, attratti da nuovi culti, idee ed emozioni.
Il culto satanico è formato da molti riti, uno di questi è la “messa nera”. Questa viene celebrata da un sacerdote, il quale, al momento della comunione, intinge le ostie, consacrate e rubate nelle chiese, nel sangue della vittima sacrificata, che può essere un gatto, un animale, un bambino, un uomo o una donna.
Le sette sataniche, secondo me, sono veramente un pericolo troppo diffuso per non essere considerato dalla collettività, perciò bisognerebbe intervenire sia con un’accurata campagna di informazione sia legiferando in termini penali. Questi gruppi, formati per lo più da persone psicologicamente fragili, compiono azioni spesso disumane, profanando luoghi di culto e mancando di rispetto alle persone, agli animali e alla vita stessa.

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1 Comment
  1. francescble 5 anni ago

    Ciao guarda01 dalla redazione GiovaniReporter!
    Ho letto attentamente il tuo articolo, anche grazie al titolo (

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