L’Italia occupa il primo posto in quanto a siti riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, seguita da Cina e Spagna. Vanta infatti ben 53 siti, di cui 48 sono culturali e 5 naturali, possiede insomma un immenso tesoro di storia, arte, cultura e natura, in un paese che, in quanto a dimensioni è una briciola rispetto ad altri; la seconda in classifica, infatti, è la Cina con una superficie imparagonabile a quella italiana.
Il nostro paese è quindi un concentrato di cultura e di diversità, in ogni città, ogni paesino italiano si può trovare qualcosa di interessante da visitare, da scoprire, che spesso neanche noi italiani conosciamo. Un paese come l’Italia, famoso e ammirato in tutto il mondo dal punto di vista artistico, storico, culinarie, musicale, e in generale per una cultura secolare, antica che nonostante tutto e grazie anche agli sforzi fatti per mantenerla viva, resiste, dovrebbe poter fare del turismo un aspetto fondante per l’economia e, invece, sembra ancora non riuscire a valorizzarsi.
Non c’è infatti un’informazione, una pubblicizzazione all’altezza e adeguata di tutto ciò che potrebbe e dovrebbe essere conosciuto da quante più persone possibile, questo non solo perché sarebbe una buona opportunità per il paese, ma perché sarebbe un arricchimento culturale, umano di cui il mondo ha bisogno.
L’Italia ha delle risorse immense che però non riesce a far fruttare e a valorizzare. Andando all’estero è spesso facile accorgersi di come altri Paesi hanno la capacità di attrarre persone, creando musei, pubblicizzando eventi, incontri, riguardo cose che apparentemente sembrerebbero poco significanti, non molto importanti, ma che riescono a rendere interessanti e valorizzare.
L’Italia, invece, non deve sforzarsi poi così tanto, questo è vero, perché ha già tantissimo da offrire e non ha bisogno di enfatizzare ciò che già è evidente o interessante di per sé. Questo però fa sì che a volte si abbandoni un po’ tutto a se stesso, che non si faccia molta cura o attenzione particolare alla manutenzione, alla pubblicizzazione, o alla pulizia. Poi ovviamente questo è un discorso generalizzato, guardando al quadro generale e anche confrontando la situazione italiana con altri paesi; questo non significa che l’Italia non presti abbastanza risorse nella salvaguardia e nella manutenzione di tutto ciò che è cultura.
Per questo non concordo in pieno con l’accusa mossa dal critico d’arte Philippe Daverio verso gli italiani che definisce cialtroni, in quanto incapaci di valorizzare la bellezza che ha disposizione. Credo piuttosto che in Italia manchi spesso informazione, che a volte non ci sia una diffusione adeguata di tutto ciò che questo paese può offrire. Sicuramente potremmo ricavare molto di più valorizzando ciò che di bello c’è in Italia, ma non credo che ciò sia dovuto al fatto che siamo dei “cialtroni”, poiché siamo i primi a riconoscere, a capire quanto siamo fortunati a vivere in un paese con così tanta storia, arte e cultura.
Sicuramente si potrebbe fare molto di più per valorizzare ciò che già di bello c’è in Italia, si dovrebbe sempre investire di più in cultura, poiché è grazie ad essa che siamo il popolo che siamo oggi. Un’ informazione più ampia e diffusa non solo favorirebbe il turismo e quindi l’economia, ma ci renderebbe tutti ancora più consapevoli del luogo in cui viviamo e di cosa potremmo fare per salvaguardarlo e migliorarlo.

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