Philippe Daverio credo sia uno dei più grandi critici d’arte contemporaneo e condivido pienamente il suo pensiero. E’ impensabile che numerosissimi tesori italiani vengano lasciati nel degrado, e vengano abbandonati.
Credo che l’italiano medio non si renda conto delle bellezze che lo circondano, talmente abituato ad essere avvolto da pezzi d’arte e di storia.
Se ci si paragona con qualsiasi altro Paese europeo e non ci si rende immediatamente conto come valorizziamo in scarsa misura il nostro patrimonio culturale.
Americani che appena hanno tra le mani un cimelio antico, uno dei tanti che noi potremmo aver esposto in una vetrina nascosta in un qualsiasi museo, loro ci costruiscono attorno un edificio grandioso e maestosissimo, riescono a promuovere le poche opere da essi possedute ai turisti.
L’Italia, essendo che possiede il maggior numero di opere al mondo (e che molte sono nei grandi musei esteri come il Louvre, la Nationall Gallery, il Museo del Prado, il museo d’Orsay ecc possiedono milioni di opere italiane ) fa fatica a valorizzare tutto e sempre.
Certo è che se ci fosse un cambio di mentalità generale per quanto riguarda l’arte, caopendo che è l’unica risorsa inestimabile che il nostro Paese possiede, alloras forse anche il Governo e gli addetti ai finanziamentoi disporrebbero più denaro per il restauro e la valorizzazione di poisti del genere, non di pende dal singolo italiano cialtrone ma dalla mentalità generale che ha spostato la’importanza su altri settori dimenticandosi del campo in cui da sempre siamo stati i protagonisti.
Sarebbe davvero un peccato che alcune opere si rovinassero o fossero lasciate abbandonate tanto da guastrle o rovinarsi irreparabilmente.
Spero vivamente che le nuove generazioni crescano con la consapevolezza delle inestimabili bellezze che li circonda facendo il possibile per dar loro valore e renderle conoscibili al turista.

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