In un mondo in cui spostarsi è sempre più semplice e veloce, la tecnologia ha un ruolo fondamentale nello sviluppo di nuovi mezzi di trasporto. Nell’ipotetica e fantastica città del futuro che si vede al cinema, da sempre a nessuno passano inosservate le macchine che volano. E forse non siamo troppo lontani. Di volare siamo capaci da più di un secolo, e ora gli ingegneri stanno lavorando a progetti sempre più ambiziosi che danno, giorno dopo giorno, risultati sempre più sorprendenti. Certo è che, se tra qualche decennio auto e moto volanti domineranno i cieli sopra le nostre città, sarà necessario scrivere un codice, esattamente come si fece in passato quando il numero di automobili sulle strade del mondo divenne tale da renderlo indispensabile. Ma se lo spazio da regolamentare è immenso e non ci sono strade, segnali o semafori nel cielo, e il tutto rende la stesura di un codice immensamente più complessa, è vero anche che, con il passare degli anni, la tecnologia sta facendo impressionanti progressi ed è facile immaginare come i veicoli dei cieli saranno condotti non da esseri umani, ma da computer e macchine, che renderanno più semplice la comunicazione e i rapporti tra i vari mezzi. Sarà un’impresa lunga e difficile, in un futuro più o meno prossimo, creare da zero una regolamentazione per il traffico celeste, ma certamente non sarà impossibile: un codice dei cieli esisterà, così come oggi esiste una regolamentazione per il traffico nautico (nemmeno in mare sono presenti segnali o semafori e sicuramente, in passato, qualcuno si è posto il nostro stesso problema), e forse i nostri nipoti, se non i nostri figli, accanto alla patente di guida terranno stretta la loro “patente dei cieli”.

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