E’ fatto quotidiano che i giovani dei nostri giorni sfidino costantemente la morte per i motivi più disparati. Esiste la mania del selfie estremo, consistente nel fotografarsi in luoghi impensabili e molto pericolosi come il cornicione di una finestra oppure il bordo di un dirupo. Tutto ciò per dimostrare agli amici di essere coraggiosi e sfidanti del tutto, anche della morte.

Esistono altri “giochi” come questo, purtroppo. Saltare su un treno in corsa oppure attraversare i binari poco prima del passaggio di un treno sono solo alcuni di questi. Sta prendendo inoltre piede, anche in Italia, il parkour, una disciplina metropolitana che consiste nel superare qualsiasi tipo di ostacolo nel modo più spettacolare possibile.  Spesso questo ”sport” si traduce in una corsa sui tetti delle città con l’altissima probabilità di cadere con conseguenze anche letali. Questi sono solo alcuni esempi dei passatempi che i ragazzi di oggi praticano con estrema ostentazione, senza pensare che un gioco, che dovrebbe portare solo divertimento, li conduca alla morte.

Perché? Una risposta non c’è, ma sicuramente questi fenomeni derivano da un costante senso di delirio di onnipotenza, da dimostrare a tutti ed a ogni costo, espressione di ragazzi insicuri e purtroppo anche incoscienti.

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