La società mediatica del ventunesimo secolo ha imposto nuovi modelli di comportamento, di relazione e di valutazione. L’ego prima di tutto, in più un ego super: più originale, più forte, più “like”, in grado di sorprendere e stupire ponendosi un traguardo sempre un gradino oltre i propri limiti.

Si parla di “giochi”, che giungono a sfidare tutte le leggi della natura, persino la morte come dimostrazione di forza e valore. Sicuramente si ricorda il gioco “Blue whale” iniziato in Russia e poi diffusosi con i social media, che, spacciandosi come un divertimento, propone 50 regole e punti da seguire che hanno portato alla morte di numerosi ragazzi. I giovani, infatti, sono un terreno fertile per lo sviluppo di tale fenomeno sociale.

In realtà anche il passato ci mostra l’esistenza di giochi estremi, di situazioni al limite di ogni possibilità umana. Basti pensare alle sfide nell’arena: anche in questo caso il gioco portava gloria e celebrità.

E’ cronaca recente la notizia della tragedia di un quindicenne che è morto travolto da un treno. I suoi compagni lo avevano sfidato a rimanere sui binari, per poi fuggire un attimo prima che giungesse il treno. Il ragazzo è rimasto su quella che è diventata per lui una trappola mortale.

Sfidare la morte affascina soprattutto i giovani che spesso si ritengono intoccabili dal dolore e dall’eterno. “Rinuncia al tuo potere di attrarmi ed io rinuncerò alla mia volontà di seguirti”, scriveva William Shakespeare.

Quindi si arriva alla domanda: è giusto accogliere sfide mortali?

Istintivamente possiamo dire di no: a tutto c’è un limite e la vita è sacra e va rispettata.

Piuttosto si deve riflettere sul perché ciò accada, chiedendosi come mai proprio i giovani, che dovrebbero rappresentare un inno alla vita, scelgano di metterla in pericolo, svilendola.

Probabilmente basterebbe insegnare il rispetto, l’amore e la bellezza anche della propria normalità, l’importanza dei particolari e delle sfumature, l’originalità di ciascuno di noi.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account