Una sfida accettata, una luce, poi tutto nero. Per sempre.

Questa è la triste storia di Abdul, un quindicenne che si stende sui binari per una scommessa e viene investito da un treno. Uno dei tanti casi di vite spezzate per “giochi” tanto inutili quanto magnetici. Già, perché a volte è difficile tirarsi indietro, non dimostrarsi all’altezza di una sfida che gli altri accettano. Si teme di essere esclusi, criticati, si ha paura di essere ritenuti deboli, codardi, inferiori. Ma la nostra vita ha un valore, che è ben più grande del timore di non essere più accettati. La stima e la fiducia degli amici non si dovrebbero guadagnare con gesti sconsiderati, ma con azioni coraggiose. Non c’è nulla di valoroso nel tentare di non respirare per minuti, nel fare un selfie dal tetto di una casa di notte, quando non si vede neanche a un palmo dal proprio naso. Il coraggio non è l’ostentazione delle proprie capacità. E’ salvare una vita, aiutare chi è in difficoltà. Spontaneamente, per il bene del prossimo. Lanciarsi sotto i binari per stupire altri ragazzini è solo e soltanto follia. Spesso, nel tentativo di emulare persone, molto frequentemente personaggi di film, che si considerano modelli, non si riesce a scindere la realtà dalla finzione. Altre volte semplicemente non si ragiona prima di agire. Eppure la nostra vita non è un gioco, quando si perde non basta spegnere l’XBOX e riavviare la console per ripartire da zero. Se si sbaglia e c’è in ballo la propria esistenza non c’è un secondo tentativo.

Una luce, poi tutto nero. Un’eternità di rimpianti.

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