Può un ragazzo essere accettato in un gruppo anche senza essere messo alla prova? Nell’ultimo decennio sono stati molteplici i casi di suicidio di ragazzi con un’età compresa fra i 6 e i 19 anni, conseguenza di giochi affrontati per entrare a far parte di cerchie ristrette di persone, che esistono da oltre trent’anni ma che si sono diffusi maggiormente tramite il web, come la “Blue Whale” e il “Choking game”, di cui le cause principali sono riconducibili a fattori psicologici come l’insicurezza e di conseguenza la paura di essere esclusi e derisi. Ma questi giochi come possono essere considerati tali nel momento in cui portano alla morte, quando in realtà, secondo il vero significato, sono attività finalizzate allo svago e al divertimento? Si tramutano in delle vere e proprie sfide, che alcuni riescono a superare, dando prova di sfrontatezza e audacia ma che a altri causa la morte. Ma colui che può essere ritenuto coraggioso non è chi compie queste azioni, ma chi sa rendersi conto che quest’ultime sono solo il simbolo delle fragilità di coloro che le propongono, incoscienti dell’effetto che può essere generato da questa causa.

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