Si sa che nell’età adolescenziale i ragazzi vogliono sperimentare situazioni nuove, provare l’emozione del pericolo, ma tre giovani che nel giro di pochi mesi muoiono per dei giochi stupidi è difficile da accettare e comprendere. Possibile che nessuno di questi abbia avuto la lucidità o il coraggio di dire di no? Eppure una presa in giro dei tuoi amici non è niente in confronto a perdere la vita. Perché i giovani compiano certe tragiche imprudenze non lo so, ma so che compiendo queste azioni alcuni purtroppo ci lasciano: Abdul è morto investito da un treno regionale perché stava facendo una scommessa con i suoi amici, che prevedeva di sdraiarsi sui binari, ma non è riuscito a scansarsi in tempo; Andrea invece, sale su un tetto di un supermercato per scattarsi un selfie, viene scoperto dalla guardia, scappando scivola e muore cadendo nell’impianto di areazione dell’edificio; Igor accetta una sfida trovata su internet che prevedeva di trattenere il fiato fino a svenire, ma gli occhi non li riapre più. “Ogni bel gioco è bello finché dura poco”:
capisco prendersi dei rischi, ma cari miei coetanei cerchiamo di non esagerare, dalla sfida imprudente alla tragedia il passo può essere davvero breve.

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